lunedì 30 giugno 2008
mercoledì 25 giugno 2008
"Quel Rigore Di Del Piero" di Giampiero Mughini
Due anni fa avevamo vinto un Mundial per un rigore sbagliato dagli avversari, adesso usciamo dagli Europei per un rigore sbagliato da un nostro giocatore. Dopo 120 minuti di guerra totale, a decidere è stato un singolo gesto e un singolo errore. E' la bellezza del calcio, lorsignori. In questo caso una bellezza che per noi sa di amaro. Come tutti gli italiani, domenica sera sono andato a letto che mi sentivo tutto trafitto di spille, e il sonno non veniva.
Su tutte, una spilla mi trafiggeva: la delusione di non aver visto Alex Del Piero tirare quello che doveva essere il nostro quinto rigore e che in un'altra circostanza avrebbe potuto essere decisivo. Al quarto suo campionato europeo, e al capolinea della sua carriera di giocatore azzurro, sono sicuro che Del Piero quel gesto lo avrebbe compiuto al meglio. Per essere un grande rigorista, devi essere un grandissimo giocatore. Lo devi essere nei piedi e soprattutto nella testa. Perché il rigore lo si tira con la testa; i piedi aiutano, non di più.
Me lo immagino lo sguardo di Alex prima di andare al tiro, la sua breve rincorsa con il busto leggermente piegato in avanti, la botta secca e indirizzata all'ultimo momento. Vi immaginate se al quinto e ultimo rigore noi fossimo stati avanti di un penalty realizzato, e dunque la botta di Alex ci avrebbe dato la qualificazione? Apoteosi e coronamento di una carriera. Ovviamente sto sognando, e lo so che nei 120 minuti le furie rosse ci sono state superiori. Cappello, valorosi spagnoli. E con tutto questo lasciatemi il diritto di sognare, e tanto più nel giorno che è probabilmente l'ultimo in cui Alex ha indossao la maglia azzurra.
E' stato un giocatore che ha marchiato un'epoca. Fisicamente era così e così, e per tutta la sua carriera ha dovuto fare a cazzotti con il suo fisico. Zeman lo accusò poco elegantemente di essersi "pompato". Dopo quelle accuse Alex ebbe un infortunio tremendo, risalì faticosamente la china, passò anni in cui in molti credevamo che il meglio del suo gioco fosse alle sue spalle. Dopo di che ha continuato a segnare, a segnare, a segnare. In molti hanno giudicato che il suo ultimo torneo italiano fosse il miglliore da lui giocato in questi ultimi dieci anni. Dieci anni in cui non ha mai detto una parola sbagliata, mai fatto un'insinuazione malevola contro nessuno. Quando il suo allenatore gli diceva di uscire, glielo leggevi in volto la tempesta che lo stava squassando ma le sue labbra rimanevano ferme. Grazie Alex, di quanta bellezza hai apportato al gioco più bello del mondo. E di quanta continuerai ad apportarne, seppure forse non in maglia azzurra.
Su tutte, una spilla mi trafiggeva: la delusione di non aver visto Alex Del Piero tirare quello che doveva essere il nostro quinto rigore e che in un'altra circostanza avrebbe potuto essere decisivo. Al quarto suo campionato europeo, e al capolinea della sua carriera di giocatore azzurro, sono sicuro che Del Piero quel gesto lo avrebbe compiuto al meglio. Per essere un grande rigorista, devi essere un grandissimo giocatore. Lo devi essere nei piedi e soprattutto nella testa. Perché il rigore lo si tira con la testa; i piedi aiutano, non di più.
Me lo immagino lo sguardo di Alex prima di andare al tiro, la sua breve rincorsa con il busto leggermente piegato in avanti, la botta secca e indirizzata all'ultimo momento. Vi immaginate se al quinto e ultimo rigore noi fossimo stati avanti di un penalty realizzato, e dunque la botta di Alex ci avrebbe dato la qualificazione? Apoteosi e coronamento di una carriera. Ovviamente sto sognando, e lo so che nei 120 minuti le furie rosse ci sono state superiori. Cappello, valorosi spagnoli. E con tutto questo lasciatemi il diritto di sognare, e tanto più nel giorno che è probabilmente l'ultimo in cui Alex ha indossao la maglia azzurra.
E' stato un giocatore che ha marchiato un'epoca. Fisicamente era così e così, e per tutta la sua carriera ha dovuto fare a cazzotti con il suo fisico. Zeman lo accusò poco elegantemente di essersi "pompato". Dopo quelle accuse Alex ebbe un infortunio tremendo, risalì faticosamente la china, passò anni in cui in molti credevamo che il meglio del suo gioco fosse alle sue spalle. Dopo di che ha continuato a segnare, a segnare, a segnare. In molti hanno giudicato che il suo ultimo torneo italiano fosse il miglliore da lui giocato in questi ultimi dieci anni. Dieci anni in cui non ha mai detto una parola sbagliata, mai fatto un'insinuazione malevola contro nessuno. Quando il suo allenatore gli diceva di uscire, glielo leggevi in volto la tempesta che lo stava squassando ma le sue labbra rimanevano ferme. Grazie Alex, di quanta bellezza hai apportato al gioco più bello del mondo. E di quanta continuerai ad apportarne, seppure forse non in maglia azzurra.
giovedì 19 giugno 2008
martedì 17 giugno 2008
90 minutes to save the world
Abbiamo raccolto le parole dei protagonisti alla vigilia di Danimarca-Svezia 22, Euro 2004. Era il risultato che serviva alle scandinave per passare il turno eliminando l’Italia. Finì così. E’ divertente rileggere le dichiarazioni nell’avvicinamento alla gara. Tutti, in tono offeso, dicevano che mai si sarebbero accordati. A distanza di settimane dalla discussa gara, un giornalista svedese pubblicò un articolo che smacherava la - peraltro poco segreta - combine.
18 giugno 2004
Martin Jorgensen (giocatore della Danimarca), dopo Bulgaria - Danimarca 0-2: « Amici degli svedesi? Nello sport siamo ferocemente avversari. Certo, se dovesse essere sufficiente un pari per tutti, chiaramente non ci faremmo del male » .
19 giugno 2004
Johansson ( presidente dell’Uefa): « Impossibile fare 2-2. Vigileremo, niente accordi » .
Martin Jorgensen (giocatore della Danimarca): « Se a dieci minuti dalla fine fossimo sul 2- 2, smetteremmo di giocare come farebbe chiunque. La realtà è che in Italia si sospetta sempre di tutto».
Martin Laursen (giocatore della Danimarca): « Una combine? Solo gli italiani possono crederci, forse perché hanno questa abitudine».
Jon Dahl Tomasson ( giocatore della Danimarca): « Solo gli italiani possono pensare che Danimarca e Svezia concordino un 2- 2. Credere che gente come noi possa organizzare una combine è soltanto offensivo. Noi abbiamo un altro concetto dello sport e della rivalità in campo anche se posso capire che sono concetti lontanissimi dalla mentalità degli italiani » .
Tommy Soderberg (ct della Svezia):
« I furbi siete voi, vi daremo una lezione di stile. Siete il Paese di Machiavelli, gli scandali sono da voi... » .
Rino Gattuso (giocatore dell’Italia):
« Svezia-Danimarca? 50 telecamere,
i delegati Uefa, difficile
mettersi d’accordo » .
Christian Olsson ( Svezia, campione di salto con gli sci): « Un accordo con la Danimarca? Non accadrà mai: la rivalità ci impedisce di trovare un accomodamento ».
20 giugno 2004
Thomas Helveg (giocatore della Danimarca): « Se avremo la possibilità di buttar fuori la Svezia lo faremo volentieri, non per favorire l'Italia, ma perchè la nostra mentalità, oltre alla nostra dignità, ce lo impone. Non ci sarà combine, gli italiani stiano tranquilli » .
Hristo Stoichkov (dirigente della Bulgaria): « Voi italiani siete già eliminati. Danimarca e Svezia devono fare 2-2, e finirà così » .
21 giugno 2004
Giovanni Trapattoni (ct dell’Italia):
« Sono convinto che danesi e svedesi giocheranno una partita onesta. La loro cultura sportiva è una garanzia » .
Morten Olsen (ct della Danimarca):
« Finirà 2-2? Ridicolo. Noi sul campo saremo onesti, altro che accordi: ci giochiamo la partita e vogliamo vincerla » .
Lars Lagerback (ct della Svezia):
« Anche se mi fosse rimasta in tasca l'ultima sterlina, non la punterei sul 2-2. Ma se alla fine questo dovesse essere il risultato mi farebbe piacere, vorrebbe dire che saremmo nei quarti di finale ».
30 luglio 2004
Mattias Göransson (direttore della rivista svedese Offside): « Ho sentito come parlavano i giocatori svedesi e danesi prima della partita, e loro stessi in seguito mi hanno raccontato che tra un’azione e l’altra si prendevano gioco degli italiani. Erano infastiditi dalle voci di combine » .
fonte: Corriere dello Sport.
18 giugno 2004
Martin Jorgensen (giocatore della Danimarca), dopo Bulgaria - Danimarca 0-2: « Amici degli svedesi? Nello sport siamo ferocemente avversari. Certo, se dovesse essere sufficiente un pari per tutti, chiaramente non ci faremmo del male » .
19 giugno 2004
Johansson ( presidente dell’Uefa): « Impossibile fare 2-2. Vigileremo, niente accordi » .
Martin Jorgensen (giocatore della Danimarca): « Se a dieci minuti dalla fine fossimo sul 2- 2, smetteremmo di giocare come farebbe chiunque. La realtà è che in Italia si sospetta sempre di tutto».
Martin Laursen (giocatore della Danimarca): « Una combine? Solo gli italiani possono crederci, forse perché hanno questa abitudine».
Jon Dahl Tomasson ( giocatore della Danimarca): « Solo gli italiani possono pensare che Danimarca e Svezia concordino un 2- 2. Credere che gente come noi possa organizzare una combine è soltanto offensivo. Noi abbiamo un altro concetto dello sport e della rivalità in campo anche se posso capire che sono concetti lontanissimi dalla mentalità degli italiani » .
Tommy Soderberg (ct della Svezia):
« I furbi siete voi, vi daremo una lezione di stile. Siete il Paese di Machiavelli, gli scandali sono da voi... » .
Rino Gattuso (giocatore dell’Italia):
« Svezia-Danimarca? 50 telecamere,
i delegati Uefa, difficile
mettersi d’accordo » .
Christian Olsson ( Svezia, campione di salto con gli sci): « Un accordo con la Danimarca? Non accadrà mai: la rivalità ci impedisce di trovare un accomodamento ».
20 giugno 2004
Thomas Helveg (giocatore della Danimarca): « Se avremo la possibilità di buttar fuori la Svezia lo faremo volentieri, non per favorire l'Italia, ma perchè la nostra mentalità, oltre alla nostra dignità, ce lo impone. Non ci sarà combine, gli italiani stiano tranquilli » .
Hristo Stoichkov (dirigente della Bulgaria): « Voi italiani siete già eliminati. Danimarca e Svezia devono fare 2-2, e finirà così » .
21 giugno 2004
Giovanni Trapattoni (ct dell’Italia):
« Sono convinto che danesi e svedesi giocheranno una partita onesta. La loro cultura sportiva è una garanzia » .
Morten Olsen (ct della Danimarca):
« Finirà 2-2? Ridicolo. Noi sul campo saremo onesti, altro che accordi: ci giochiamo la partita e vogliamo vincerla » .
Lars Lagerback (ct della Svezia):
« Anche se mi fosse rimasta in tasca l'ultima sterlina, non la punterei sul 2-2. Ma se alla fine questo dovesse essere il risultato mi farebbe piacere, vorrebbe dire che saremmo nei quarti di finale ».
30 luglio 2004
Mattias Göransson (direttore della rivista svedese Offside): « Ho sentito come parlavano i giocatori svedesi e danesi prima della partita, e loro stessi in seguito mi hanno raccontato che tra un’azione e l’altra si prendevano gioco degli italiani. Erano infastiditi dalle voci di combine » .
fonte: Corriere dello Sport.
domenica 15 giugno 2008
Euroshow
sabato 14 giugno 2008
Motivo simposiaco
TV : "C'è poco da discutere, sul gol annullato a Toni ieri sera ho sbagliato: l'ho anche detto alla commissione arbitri Uefa". La confidenza fatta oggi dal norvegese Henning Ovrebo al raduno dei direttori di gara di Euro 2008 interrompe la sequela di interpretazioni sull'episodio chiave di Italia-Romania giocata ieri a Zurigo.
M : E comm'è???
P : Che cos?
M : Chi è?
P : L'arbitr ha ritt che u gol er valid.
M : Embè e stu strunz mò u dic.C'ha fàtt perdr accussì...
F : Abbiamo pareggiato.
M : Eh vabbuò.Chist è pegg i chillu là piccrill e brùtt...
F : Moreno?
M : Eh!!!
M : E comm'è???
P : Che cos?
M : Chi è?
P : L'arbitr ha ritt che u gol er valid.
M : Embè e stu strunz mò u dic.C'ha fàtt perdr accussì...
F : Abbiamo pareggiato.
M : Eh vabbuò.Chist è pegg i chillu là piccrill e brùtt...
F : Moreno?
M : Eh!!!
mercoledì 11 giugno 2008
Tutti sul carro
Maldini lo ha fatto. Nel 2002, dopo il Mondiale, capì che restando in Nazionale avrebbe logorato i muscoli e l'immagine, gli sembrò che non ne valesse più la pena e si mise in disparte. In pochi lo hanno imitato. Ci vuole coraggio a dire basta, quello che finora è mancato ad Alessandro Del Piero e che neppure lo schiaffo di Tbilisi probabilmente servirà a infondergli: un titolo mondiale, 80 presenze e 27 gol in azzurro non gli hanno risparmiato l'umiliazione di finire in tribuna ma ancora non ha deciso di chiudere la sua esperienza. Forse lo farà per lui Donadoni. «Con questa maglia giocherei fino a 40 anni», ha detto nei giorni scorsi lo juventino. Non crediamo che succederà. Il segnale dell'altra sera è stato piuttosto eloquente e ha colpito persino i compagni di Alex nella Juve: «Quando ho visto che non era in panchina ho pensato che si fosse infortunato - ha raccontato Chiellini -. Quando ho saputo invece che stava bene mi sono sorpreso parecchio». Il divorzio si consumerà non appena il ct rimesso in sella dalle vittorie su Ucraina e Georgia si sarà rafforzato nell'idea che i patronimici Di Natale e Di Michele sono più funzionali al suo progetto di gioco di quanto non sia Alex.
Marco Ansaldo da “
«Qui nessuno ha il posto sicuro - ha precisato il commissario tecnico, sull'aereo di ritorno dalla Georgia -. Il momento più difficile per un allenatore è quando deve comunicare al giocatore che resta fuori e dargli le spiegazioni che merita: in Nazionale è un passaggio ancora più delicato perché nei club quando devi spiegarti puoi farlo subito perché ci si vede ogni giorno, qui invece ci si incontra una volta al mese. Eppure non c'è niente di definitivo e di drammatico nel mandare qualcuno in tribuna, è successo anche a Di Michele e a Barzagli benché venissero da ottime prestazioni».
13 Ottobre 2006
"È difficile rinunciare a tutti - prosegue Donadoni -, non solo a Del Piero che come tutti deve dimostrare di essere in condizione. So cosa pensa Del Piero e lui sa cosa penso io. Del Piero ha fatto il suo fino a oggi, il fatto che non ci sia non cambia niente. La mia è una scelta tecnica e non c'è nulla di personale. Non faccio le mie valutazioni attraverso i giornali, altrimenti sarei un poverino. E’ giusto che un calciatore pensi sempre di essere importante, però il tempo passa per tutti. A 33 anni si fa più fatica che a 27. Anch’io ho vissuto una situazione del genere, nella quale pensavo di essere al top e invece non era così”.
9 Ottobre 2007
L'impressione è che Del Piero non sia proprio in cima ai pensieri di Donadoni: "Ha segnato domenica? Anche Langella allora...".
E infatti ti meritavi Langella,testa di c....
29 Gennaio 2008
4 Febbraio 2008
"E' uno dei giocatori con cui ho parlato di piu'. Lui deve solo continuare a fare bene, poi vedremo da qui al fatidico giorno".
Vedremo lo dici a tua sorella.
4 Marzo 2008"E' normale che Del Piero ambisca alla Nazionale, fa il calciatore mica il fruttivendolo - ha detto oggi il Ct ai microfoni di Italia7 Gold - E' un desiderio legittimo per qualsiasi calciatore, sono i giornalisti che poi lo fanno diventare un problema, ma questo è un aspetto della questione che non m'interessa. Il campionato non è finito, ci sono ancora partite importanti e io mi aspetto risposte e continuità anche da chi sta già facendo bene".
Il dubbio c’era venuto,il fruttivendolo lo fai tu.
18 aprile 2008
Le belle parole del nostro CT(!?!) Roberto Regalaregali su Alessandro Del Piero.
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