mercoledì 11 giugno 2008

Tutti sul carro

Maldini lo ha fatto. Nel 2002, dopo il Mondiale, capì che restando in Nazionale avrebbe logorato i muscoli e l'immagine, gli sembrò che non ne valesse più la pena e si mise in disparte. In pochi lo hanno imitato. Ci vuole coraggio a dire basta, quello che finora è mancato ad Alessandro Del Piero e che neppure lo schiaffo di Tbilisi probabilmente servirà a infondergli: un titolo mondiale, 80 presenze e 27 gol in azzurro non gli hanno risparmiato l'umiliazione di finire in tribuna ma ancora non ha deciso di chiudere la sua esperienza. Forse lo farà per lui Donadoni. «Con questa maglia giocherei fino a 40 anni», ha detto nei giorni scorsi lo juventino. Non crediamo che succederà. Il segnale dell'altra sera è stato piuttosto eloquente e ha colpito persino i compagni di Alex nella Juve: «Quando ho visto che non era in panchina ho pensato che si fosse infortunato - ha raccontato Chiellini -. Quando ho saputo invece che stava bene mi sono sorpreso parecchio». Il divorzio si consumerà non appena il ct rimesso in sella dalle vittorie su Ucraina e Georgia si sarà rafforzato nell'idea che i patronimici Di Natale e Di Michele sono più funzionali al suo progetto di gioco di quanto non sia Alex.

Marco Ansaldo da “La Stampa 13 Ottobre 2006

«Qui nessuno ha il posto sicuro - ha precisato il commissario tecnico, sull'aereo di ritorno dalla Georgia -. Il momento più difficile per un allenatore è quando deve comunicare al giocatore che resta fuori e dargli le spiegazioni che merita: in Nazionale è un passaggio ancora più delicato perché nei club quando devi spiegarti puoi farlo subito perché ci si vede ogni giorno, qui invece ci si incontra una volta al mese. Eppure non c'è niente di definitivo e di drammatico nel mandare qualcuno in tribuna, è successo anche a Di Michele e a Barzagli benché venissero da ottime prestazioni».

13 Ottobre 2006


"È difficile rinunciare a tutti - prosegue Donadoni -, non solo a Del Piero che come tutti deve dimostrare di essere in condizione. So cosa pensa Del Piero e lui sa cosa penso io. Del Piero ha fatto il suo fino a oggi, il fatto che non ci sia non cambia niente. La mia è una scelta tecnica e non c'è nulla di personale. Non faccio le mie valutazioni attraverso i giornali, altrimenti sarei un poverino. E’ giusto che un calciatore pensi sempre di essere importante, però il tempo passa per tutti. A 33 anni si fa più fatica che a 27. Anch’io ho vissuto una situazione del genere, nella quale pensavo di essere al top e invece non era così”.

9 Ottobre 2007


L'impressione è che Del Piero non sia proprio in cima ai pensieri di Donadoni: "Ha segnato domenica? Anche Langella allora...".

E infatti ti meritavi Langella,testa di c....

29 Gennaio 2008


"Non sono sette gol a rendere indispensabile un giocatore e Del Piero sa benissimo quale è la situazione, è intelligente e ricorda cosa ci diciamo spesso".

7 no,21 molto probabilmente sì.Vero?

4 Febbraio 2008


"E' uno dei giocatori con cui ho parlato di piu'. Lui deve solo continuare a fare bene, poi vedremo da qui al fatidico giorno".

Vedremo lo dici a tua sorella.

4 Marzo 2008

"E' normale che Del Piero ambisca alla Nazionale, fa il calciatore mica il fruttivendolo - ha detto oggi il Ct ai microfoni di Italia7 Gold - E' un desiderio legittimo per qualsiasi calciatore, sono i giornalisti che poi lo fanno diventare un problema, ma questo è un aspetto della questione che non m'interessa. Il campionato non è finito, ci sono ancora partite importanti e io mi aspetto risposte e continuità anche da chi sta già facendo bene".

Il dubbio c’era venuto,il fruttivendolo lo fai tu.

18 aprile 2008


Le belle parole del nostro CT(!?!) Roberto Regalaregali su Alessandro Del Piero.

1 commenti:

semmentone ha detto...

speriamo bene...